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Cicloturismo e mountain bike sotto la pioggia

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di Amos Cardia

Durante un viaggio in mountain bike la pioggia può essere un grande problema o un fatto naturale di grande fascino, che rende la nostra esperienza ancora più interessante e avvincente. Dipende tutto da come siamo organizzati, vale a dire dal nostro approccio mentale, dalle nostre conoscenze e competenze e dalla nostra attrezzatura.

Bisogna semplicemente proteggere sé stessi e il proprio bagaglio, imparando a riconoscere i materiali utili alle nostre esigenze, allora una tappa sotto la pioggia sarà un’attività emozionante, che ricorderemo per la bellezza della natura dai colori vivissimi e per l’odore caratteristico della terra bagnata.

Come proteggersi all’esterno

Sfatiamo un mito tanto caro alla pubblicità: non esistono materiali perfettamente impermeabili e perfettamente traspiranti allo stesso tempo. Soltanto la nostra pelle ha questa dote straordinaria. Se volete l’impermeabilità assoluta, rinunciate alla traspirazione e viceversa. Vale anche per il goretex, che è un ottimo (e costoso) materiale per la sua impermeabilità e per una certa traspirazione, fermo restando che è più impermeabile che traspirante.
Il grado di impermeabilità si definisce con una misura chiamata colonna d’acqua e si esprime in millimetri (mm). Sarà la vostra esperienza e la vostra possibilità di spesa a suggerirvi ciò che più fa al caso vostro, nell’equilibrio tra impermeabilità, traspirazione e costo. Negli impermeabili di una certa qualità la colonna d’acqua è indicata, così potete orientarvi ancora meglio. Considerate che
• una giacca sui 10 € ha solitamente un indice di impermeabilità di 500 mm
• una giacca sui 30 € ha solitamente un indice di impermeabilità di 2.000 mm
• una giacca sui 100 € ha solitamente un indice di impermeabilità di 10.000 mm
• una giacca in goretex sui 250 € ha un indice di impermeabilità di 28.000 mm
Per valutare il grado di impermeabilità occorre considerare sì questo indice (mm) ma anche lo stato della giacca, visto che con l’usura le maglie del tessuto si allargano (facendo entrare l’acqua che prima non entrava) e col tempo si pone anche la questione della tenuta all’acqua delle cuciture.
Per questo può succedere che tenga di più una giacca nuova da 2.000 mm rispetto a una giacca molto usata da 10.000 mm.
Se dovete comprare, partite dai 2.000 mm, non meno.

Come vestirsi all’interno

Una giacca impermeabile dà pure una sensazione di caldo, nel senso che non traspirando evita che il calore prodotto dal nostro corpo fugga all’esterno, tenendolo dentro la giacca. Questo porta a un surriscaldamento eccessivo, ragion per cui prima di indossare l’impermeabile dobbiamo togliere un capo tra quelli che avevamo addosso prima che piovesse.
Esempio. Ci sono 5°, non piove e abbiamo la maglia a maniche corte, i manicotti e sopra la maglia a maniche lunghe. Inizia a piovere: prima di mettere l’impermeabile togliamo la maglia a maniche lunghe, anche se avremo freddo per qualche secondo poi staremo bene ed eviteremo di sudare.

Sudare no

Quando c’è freddo dobbiamo avere cura di vestirci il meno possibile, il minimo indispensabile per non sentire freddo (va bene sentire fresco), per evitare di sudare, regolando il vestiario durante la tappa. Questo perché con temperature basse il sudore non asciugherebbe e dopo un po’ il sudore, che dai suoi 36° iniziali poi prende la temperatura esterna, ci porterebbe ad avere vestiti bagnati e freddi, rischiando l’ipotermia.

Per questa stessa esigenza di non sudare in inverno, può essere opportuno evitare l’uso dello zaino a vantaggio di una borsa da bikepacking (anteriore o posteriore non importa) sulla bici, in modo da lasciare il sudore sulla schiena libero di evaporare. Se la borsa non è a tenuta stagna risolvete mettendo tutto il contenuto in una o più buste di plastica all’interno della borsa.

Guanti

Per un tour ad aprile in Sardegna occorre portare sia i guanti estivi che quelli invernali, mettendo e togliendo durante la tappa in base alle nostre esigenze.
Se piove occorre considerare che i guanti invernali inizialmente ci proteggono ma poi, se non sono perfettamente impermeabili, si inzuppano e raffreddano le nostre mani, che inizieranno a gelare, peggio, molto peggio, che se non li avessimo.
Perciò, se non siete sicuri dell’impermeabilità dei vostri guanti (ricordatevi che hanno molte cuciture e inserti dai quali l’acqua si infiltra) vi conviene tenere i guanti estivi mentre piove, così avrete la protezione del palmo (sempre necessaria) ma senza alcun panno bagnato a tenervi costantemente fredde le dita.

Piedi

I copriscarpa servono a fare caldo ai piedi quando non piove, o a proteggere da una pioggia breve o leggera, non aspettatevi che proteggano le scarpe da una pioggia torrenziale. Ci sono troppi interstizi dai quali l’acqua si infiltra. Al massimo, se avete una buona produzione di calore sui piedi, potete contare sull’effetto muta (l’acqua c’è ma non circola o circola poco e il mio calore riesce a tenerla a 36°), ma io non mi fiderei.

Quindi in caso di pioggia torrenziale su temperature basse occorre impermeabilizzare la calza, con una busta di plastica tra calza e scarpa. Ne vale la pena se la pioggia è intensa e la temperatura è bassa, altrimenti si può anche andare avanti senza darsi troppa pena.
In caso di pioggia intensa le scarpe con l’imbottitura in goretex aiutano ma non risolvono completamente, dato che occorre comunque evitare il problema dell’acqua che entra nella scarpa scolando per la caviglia.

Che piova o meno, ad aprile i torrenti sono in piena attività, ragion per cui affrontate in bici soltanto i guadi chiaramente percorribili. Per gli altri è opportuno togliere scarpe e calze e attraversare a piedi nudi (sempre che non abbiate già messo la busta interna), per evitare di bagnare scarpe e calze e avere la tappa compromessa visto che, se non asciugassero, potrebbero derivarne problemi di termoregolazione.

Attenzione all’euforia da busta nei piedi: i piedi sono il radiatore del corpo, hanno un bisogno costante di traspirare e con la busta glielo impediamo. Usiamo la busta solo nei casi di effettiva necessità.

Gambe

Esistono copripantaloni impermeabili che hanno la stessa funzione della giacca, ma sulle gambe. Quando piove su temperature molto basse aiutano a tenere il corpo caldo, perciò efficiente, ma in bici sono usati poco perché sono scomodi per pedalare. Tanti non li comprano neppure, considerando che una pioggia intensa con temperature molto basse in Sardegna è relativamente rara e per poche volte può convenire soffrire un po’ il freddo alle gambe e pedalare comodamente sapendo che appena smetterà le gambe si asciugheranno.
Si indossano con delle larghe aperture laterali, in modo che non sia necessario togliere le scarpe, e hanno il vantaggio, se vestono bene in vita, di evitare che lungo la schiena lo scolare dell’acqua dalla giacca bagni la solopette nella zona del fondoschiena, raffreddando tutto il corpo. Se non vestono bene in vita si può ovviare con un paio di bretelle mentre per avvolgere la stoffa in eccesso sulle caviglie si possono usare delle cinghiette di velcro.

Neve

Ad aprile in Sardegna alle quote più alte del Gennargentu potremmo trovare tratti innevati in cui potrebbe essere necessario procedere spingendo a piedi. Se non avete scarpe impermeabili consigliamo il sistema delle buste per impermeabilizzare la calza. Devono essere sufficientemente grandi per poterle ripiegare dentro il gambale su per la caviglia, per evitare che l’acqua o la neve entrino dall’imboccatura. Le buste bisogna poi toglierle una volta concluso il tratto e asciugatasi la scarpa.

 

Per ulteriori approfondimenti rivolgetevi alle guide del Sardinia Divide, delle quali trovate i riferimenti sul Libro di viaggio 2022.