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Sistemi di illuminazione per le notturne

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di Amos Cardia

Pedalare alcune ore al buio, se non tutta la notte, regala emozioni appaganti quanto più saremo preparati per questa attività. Per la nostra sicurezza dobbiamo non soltanto vedere ma anche essere visti. Ci sono due modi per essere visti:
• indossare bretelle riflettenti o, se non le avete, anche il gilet riflettente obbligatorio nella dotazione di ogni macchina
• avere un faro posteriore.
Contro la pioggia e/o il terreno bagnato (gli schizzi possono fare peggio della pioggia), in seguito ai quali potrebbe entrare dell’acqua all’interno mandandolo in cortocircuito, vi consigliamo di proteggere il faro posteriore con un pezzo di cellophane ben sigillato, che non tolga luminosità né comprometta la funzionalità del tasto di accensione/spegnimento. L’offerta del mercato per i fari posteriori è immensa, una prima scelta da compiere può essere se preferite fari posteriori con batterie estraibili (a bottone o ministilo) o con batteria interna fissa, da ricaricare tramite un alimentatore e una presa di corrente o un power bank.

L’offerta del mercato è immensa anche per i fari anteriori, da 10 € fino a 700 € cambia la potenza, l’autonomia, l’affidabilità, la comodità, la longevità…  Stabilito il vostro budget, anche in questo caso una prima scelta da compiere può essere se preferite fari posteriori con batterie estraibili (comunque ricaricabili e non usa e getta) o con batteria interna fissa, da ricaricare tramite un alimentatore e una presa di corrente o un power bank. Di seguito alcuni esempi, per iniziare a orientarvi.

 

Il faro alimentato da una batteria 18650
Una prima soluzione è il faro alimentato da una sola batteria al litio 18650. Solitamente la staffa per il manubrio si compra a parte e ne esistono di tantissime forme e qualità, perché questo faro è in realtà una comune torcia elettrica con la sua tipica forma allungata per contenere la batteria ed essere impugnata.
Fate esperimenti per capire quanto vi dura una batteria, poi partite con tante batterie di ricambio, magari anche con l’alimentatore, se lungo strada disponete di una presa di corrente, e illuminate tutte le notti che volete.
I paragrafi che seguono contengono alcune note sulle caratteristiche delle batterie e sulla posizione del faro, se sul manubrio o sul casco.

Il faro alimentato da due batterie 18650 contenute all’interno
Una seconda soluzione, nel caso vogliate una maggiore potenza, è il faro alimentato da due batterie 18650.
Fate esperimenti per capire quanto vi dura la coppia di batterie, poi partite con tante coppie di batterie di ricambio, magari anche con l’alimentatore, se lungo strada disponete di una presa di corrente, e illuminate tutte le notti che volete.
Nei paragrafi che seguono alcune note sulle caratteristiche delle batterie e sulla posizione del faro, se sul manubrio o sul casco.

Il faro alimentato dal corpo batterie esterno
Una terza soluzione, nel caso vogliate ancora maggiore autonomia, è il faro alimentato da un corpo batterie 18650, sigillato più o meno bene (a seconda di quanto spendete). Per la mountain bike è il prodotto più diffuso, in una grandissima quantità di varianti, ma in pratica è sempre lo stesso, perché è il corpo batterie che conta, non certo la forma esteriore del faro. Il corpo batterie è un oggetto a parte rispetto al faro, collegato con un cavo elettrico e uno spinotto.
Questo faro potete alimentarlo con un corpo composto al suo interno da 2 batterie (il voltaggio è comunque raggiunto) o da 4 o da 8 e il maggior numero di batterie (a parità di qualità delle batterie) farà in modo di avere maggiore durata. Anche in questo caso fate esperimenti per capire quanto vi dura un corpo batterie, poi partite con alcuni corpi batterie di ricambio, magari anche con l’alimentatore, , se lungo strada disponete di una presa di corrente, e illuminate tutte le notti che volete.

Le batterie 18650
I tre casi sopra sono fari tutti alimentati con batterie al litio 18650. Come per qualunque formato di batteria ricaricabile, le batterie al litio 18650 non sono tutte uguali, il formato è lo stesso ma la qualità, cioè la durata effettiva, cambia molto in base alla marca e al prezzo.
Se comprate una batteria economica è molto probabile che duri poche ore e che, procedendo coi cicli di scarico/carica, si esaurisca presto (tiene ogni volta meno carica) e sia da buttare (negli appositi contenitori differenziati).
Se comprate una batteria più costosa è probabile che duri più ore e che, procedendo coi cicli di scarico/carica, non si esaurisca tanto presto (terrà a lungo una buona carica), quindi potrete continuare a usarla molto e non dovrete ricomprarne altre. Quindi già nel medio periodo starete risparmiando.
Poniamo che abbiate il faro alimentato dal corpo batterie esterno. Per avere più autonomia comprate un corpo batterie da otto, perché pensate che vi durerà il doppio delle ore. Bene, non è necessariamente così: se è scadente vi durerà meno di un corpo batterie da 4 di buona qualità (e vi state anche trasportando inutilmente un marzillone grande e pesante il doppio).
Come capire quale batteria 18650 è buona e quale no? Un modo può essere considerare il prezzo e la marca: Sony, Panasonic e Sanyo, se la batteria non è buona di solito non ci mettono la faccia, cioè il nome.
Attenzione anche agli ampere-ora, ossia alla quantità immagazzinabile di carica, espressa dalla sigla Ah (quasi sempre in millesimi: mAh). Un amperaggio alto – es. 9 Ah (9000 mAh) – è di per sé un’ottima quantità, ma se la batteria è scadente, mano a mano che si procede coi cicli di scarico/carica la batteria diventa esausta, ce ne starà sempre meno e magari, dopo appena cinque cicli, la capienza sarà già scesa ad appena 4 Ah.
Diversa sarà una batteria che dichiara più modestamente 6 Ah e magari ha anche un prezzo maggiore: non essendo tanto spinta ed essendo di buona qualità, è molto probabile che quella capienza di carica rimanga tale a lungo e magari, dopo dieci cicli, la capienza sarà scesa appena a 5,5 Ah, quindi ne avrete comunque di più della batteria che in partenza vantava 9 Ah.
Con batterie scadenti (anche se magari vantavano ampere-ora stellari) quindi non solo avrete meno autonomia ma anche meno potenza perché, diversamente da una automobile, il cui motore rende sempre nello stesso modo fino all’ultima goccia di benzina, un faro fa meno luce mano a mano che la carica della sua stessa batteria diminuisce.
Attenzione che le batterie 18650 non vanno spremute al massimo prima di essere ricaricate, ma è consigliabile smettere di usarle non appena si arriva al 40% della carica. Per questo molti fari, affinché non ci si debba regolare soltanto con l’intensità calante della luce prodotta, hanno delle spie che avvertono appena è opportuno smettere di usare e ricaricare quella batteria.
È il principio opposto a quello delle batterie al nichel o al manganese (per esempio le batterie stilo ricaricabili), che invece hanno l’effetto memoria e quindi è meglio usarle al massimo finché il dispositivo, qualunque esso sia, proprio si spegne.

Lumen e lux
Dal momento in cui si è diffusa la tecnologia led si sono affermate nuove unità di misura dell’intensità della luce, come i lumen e i lux, che non sono sinonimi. Vale quanto già detto prima: i numeri grandi sono tutti belli, ma meglio meno lumen con una batteria come si deve, che quindi li produrrà tutti, piuttosto che dei lumen in più (potenziali) che tanto non potranno essere prodotti perché la batteria fa schifo.

Il faro a led alimentato da quattro batterie stilo
Molto meno diffusi sono i fari a led alimentati da un quartetto di batterie stilo. Dal momento che le batterie stilo alimentano spesso anche il GPS e/o la macchina fotografica, alcuni li preferiscono per la comodità che deriva dal dover viaggiare con un solo tipo di batterie (e quindi con un solo alimentatore per la ricarica) e per la sicurezza che danno se ci si trovasse a secco, senza poter ricaricare le batterie, dal momento che per risolvere basta comprare delle batterie stilo usa e getta che si trovano ovunque. Per le dimensioni contenute e la potenza relativamente minore, è un tipo di faro che si usa sul casco, a integrare e completare la luce prodotta dal faro sul manubrio. Però ci sono ciclisti notturni che si fanno bastare anche soltanto questo faro da quattro stilo, perché evidentemente hanno occhi buoni e/o non hanno grandi pretese perché vanno piano. Nella foto la Fenix HP16R.

Il faro a led alimentato da 3 batterie ministilo, o da 2 stilo, o da 1 stilo
È la classica lampada frontale per piccoli lavori, seppure mettessimo le migliori batterie del mondo sarebbe impossibile per una notturna in mountain bike fare affidamento soltanto su questa. Può essere comunque utile nel caso abbiamo soltanto il faro da manubrio e quindi ci serva una luce che segua il movimento della nostra testa quando dobbiamo fare qualche lavoro al buio con le mani impegnate, per esempio per una riparazione della stessa bici.

Il faro a led alimentato dal power bank
Sempre per una ragione pratica, quella di non dover viaggiare con tanti stock di batterie diverse (stilo, 18650, power bank per il telefono…) alcuni preferiscono viaggiare con uno stock di power bank, da usare, se servissero, per il telefono, per il gps, per la macchina fotografica e per il faro. Il voltaggio di uscita del power bank è 5 v, quindi occorre un faro specifico per quel voltaggio, poco diffuso ma non impossibile da trovare.

Il faro a led con batteria interna
Come per i telefoni, per alcuni GPS e per molte macchine fotografiche, esistono fari dotati di batteria interna, che quindi quando si scarica occorre mettere tutto il corpo faro a ricaricare collegato all’alimentatore. Per ovviare a questo problema, sono dotati di una presa alla quale poter collegare un corpo batteria supplementare, magari anche un comune power bank, ma in quest’ultimo caso informatevi bene prima sulla compatibilità tra i voltaggi.

Sul manubrio o sul casco?
Non è la stessa cosa. Ogni soluzione ha i suoi pro e suoi contro, così come certi fari sono più adatti al manubrio e altri al casco. Hanno funzioni diverse: un faro sul manubrio dà profondità, illumina lontano, ma segue fedelmente la bici, quindi non può anticipare le curve, per esempio in dei tornanti molto stretti di un single track; un faro sul casco illumina attorno, dove guarda la nostra testa ci sarà luce, fosse pure in tutt’altra direzione rispetto alla bici in quel momento.
I fari adatti al manubrio sono evidentemente quelli pesanti, con un corpo batteria separato, mentre per il casco è meglio un faro leggero e compatto, in modo prima di tutto da non avere peso sulla testa (dopo alcune ore si sente) e in secondo luogo in modo da non avere corpi batteria separati (nello zaino o sulla bici) con spinotti da staccare a seconda di ciò che dobbiamo fare se ci fermiamo.
Chi vuole il massimo li usa entrambi contemporaneamente, magari accendendo quello sul casco soltanto quando serve. Spesso lo stesso faro può essere montato sia sul manubrio che su casco, grazie a una staffa (nell’immagine) per il casco che contiene un breve tratto cilindrico come fosse un pezzo di manubrio.

Tutto qui?
Certo che no, esistono fari che tramite degli adattatori si possono alimentare con diversi tipi di batterie, per esempio con una 18650 oppure con tre ministilo, con 4 stilo oppure con una batteria interna da ricaricare tramite un alimentatore. Esiste un contenitore col tappo a vite nel quale alloggiare 4 o 6 batterie 18650 sfuse, per alimentare il faro col corpo batterie esterno (nell’immagine), esistono soluzioni cicloturistiche con dinamo al mozzo particolarmente prestanti, che compromettono poco o nulla la scorrevolezza… Insomma, l’argomento non si può esaurire, anche perché le innovazioni sono frequenti, ma intanto buona notturna!