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di Amos Cardia
settembre 2026
Ho avuto Garmin per una decina d’anni, dal 2009 al 2020, ne ho avuti tanti modelli, tra quelli miei e quelli che compravo per darli a noleggio, ma dopo un po’ tutti mi davano problemi e non sempre erano riparabili. Ne avevo anche scritto in un articolo, poi mi sono stufato e sono passato a Twonav, e precisamente al Trail 2 Bike, di cui mi aveva colpito la dimensione e la chiarezza dello schermo e dei quattro tasti frontali. In realtà ci sono anche i due tasti laterali a basso profilo, quindi siamo a sei, in ogni caso quest’articolo non ne è una recensione, anche perché sarebbe un po’ tardi, dato che è uscito sul mercato nel 2019 e che da tempo non è in produzione, sostituito dal Trail 2 Plus e poi dal modello Aventura.
Col tempo ho scoperto che anche il software Twonav mi piaceva più di quello Garmin, perché essenziale e comprensibile, anche per chi non ha intuito, ma non è questo il tema. Piuttosto trattiamo di hardware: gusci, porta, tasti, attacco manubrio, tenuta stagna, batteria… Raramente se ne parla, perché le recensioni vengono fatte coi gps nuovi e certo che allora non ci sono problemi di hardware, ma questo è un articolo per chi vuole sapere che ne sarà di un gps dopo quattro o cinque anni di uso intenso, nella speranza di tenerlo per tutta la vita.
Il guscio posteriore e l’aggancio a quarto di giro
È ciò che differenzia il Trail 2 dal Trail 2 Bike: il guscio posteriore del Trail 2 è pensato per il trekking, è una superficie piana, senza alcun sistema di aggancio centrale, mentre quello del Trail 2 Bike ha il maschio dell’aggancio chiamato a quarto di giro (in inglese quarter turn mount) per poterlo assicurare al manubrio che ospita la femmina con una rotazione di soli 90°, un quarto di giro.
Per distinguerli ulteriormente, senza doverli capovolgere, il Trail 2 ha la guarnizione laterale arancione mentre il Trail 2 Bike ce l’ha rossa. Ovvio che si possa fare trekking anche col Trail 2 Bike e che si possa fare escursionismo in mountain bike anche col Trail 2. Tanto è vero che per chi volesse fissare al manubrio un Trail 2 esiste un apposito supporto a slitta che, abbracciando il gps, lo dota del maschio di quarto di giro ed esiste anche un altro tipo di supporto a slitta che, sempre abbracciando il gps, lo collega con uno snodo sferico a un collare da manubrio.

Torniamo al Trail 2 Bike: il punto è che il maschio del supporto a quarto di giro si può rompere, se è fuso insieme alla plastica del guscio, o si può staccare, se è un pezzo a parte, seppure fissato con qualche procedimento a caldo. Ho esperienza personale di due casi ma non è necessariamente una colpa dell’azienda, dato che se cade la bici e il retro del gps, con la sua ampia superficie, va in leva, per esempio contro un ramo, sopportando tutto il peso della bici stessa, magari gravata dai bagagli, qualcosa dovrà pur succedere. Mi sarei aspettato che si rompesse il supporto al manubrio, la femmina, invece si era strappato il maschio per metà e non potei fare altro che finire di ritagliarlo, metterci una toppa dall’interno e coprire il tutto con un maschio nuovo da esterno.

Se non avessi trovato il maschio nuovo da esterno un’altra soluzione sarebbe stata finire di ritagliare il maschio menomato e rendere tutto liscio, come un Trail 2, per poi usare il supporto a slitta già mostrato.
Altro caso è il maschio che semplicemente si stacca (foto seguente a sinistra) e questa è una situazione migliore, perché almeno lascia il guscio integro, senza nessuna spaccatura e quindi non c’è da fare nessun lavoro di riparazione e si risolve semplicemente con un supporto a slitta come quelli già mostrati.

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In realtà esiste anche un’altra soluzione, se avete un Trail 2 Bike completamente guasto che vi siete procurati per pezzi di ricambio: se quest’ultimo ha il maschio ancora intatto, semplicemente sostituite il guscio posteriore. Lo potete fare perché non è saldato, è soltanto vitato con 6 Torx e all’interno non ha componenti elettronici saldati al pannello centrale dei circuiti. Semplicemente il guscio posteriore alloggia la batteria, fissata con due strisce di biadesivo, la porta USB che va a contatto e l’altoparlante che ugualmente va a contatto. È un sistema semplice, probabilmente creato per la velocità di produzione in fase di montaggio, ma nell’industria moderna è uno dei rari casi in cui diventa un vantaggio anche nostro.
Il guscio posteriore viscoso
La superficie del guscio posteriore, da nuovo, per una probabile ragione di aderenza quando lo si tiene in mano, è piuttosto gommosa, pur essendo di plastica dura al di sotto. Il fine era nobile, rendere più difficile che ci sfuggisse di mano, ma negli anni, col caldo, col freddo e col sudore questa patina gommosa si deteriora, fino a diventare molto appiccicosa, tale che rimangono le impronte digitali e ci rimane attaccata la polvere. È fastidiosa, anche se a me non è mai arrivata a sporcare le mani, diventa un grasso adesivo e quindi ho tentato di toglierla, per arrivare alla plastica liscia sotto, con tutti i solventi a mia disposizione ma senza alcun risultato. Al massimo la spostavo ma sotto ce n’era altra, né potevo usare solventi aggressivi come il diluente nitro perché avrei compromesso anche la plastica sottostante. Visto che non ottenevo risultati con un approccio oppositivo, sono passato alla legge dei simili, vale a dire a combattere il grasso con un altro grasso, evidentemente non adesivo. Ho fatto al guscio un trattamento pesante di crema idratante per le mani e ho risolto, è rimasto poroso ma almeno non attacca più e non è più fastidioso al tatto.
La batteria
È un gps apprezzato anche per la durata e la longevità della batteria, ciò nonostante sono a conoscenza di due casi in cui è stato necessario cambiarla. Nel mio caso, per qualche fenomeno chimico che ignoro, pur senza darmi nessun segno di malfunzionamento in fatto di durata, si era gonfiata aumentando molto di spessore, era diventata quasi il doppio, arrivando a premere contro il display, che diversamente dal guscio inferiore non è vitato ma soltanto incollato, e quindi portandolo a sollevarsi e a perdere la sigillatura. Al tempo non ne avevo trovato una perfettamente uguale, quindi l’avevo dovuta comprare un po’ più piccola affinché stesse comunque nella sua sede, rinunciando a un bel po’ di Ah e quindi di durata. In un altro caso di mia conoscenza è stato necessario sostituire la batteria perché non aveva più una durata accettabile, non so per quale ragione, ma l’utente in questo caso aveva trovato la batteria della dimensione identica e quindi era tornato col massimo degli Ah (mi sembra che nella batteria originale siano 3,5 Ah).

La porta USB
Esattamente è una presa micro USB per il cavo necessario sia alla ricarica della batteria che al trasferimento dei dati dal gps al computer e dal computer al gps. Ne deriva che se ne fa un grande uso e che quindi negli anni, essendo una sola con due funzioni ed essendo tanto piccola, vada a consumarsi e non funzionino più tanto bene i contatti.
Se questo succede alla spina, al cavo, basta comprare un cavo nuovo, ma quando succede alla presa del gps è un problema. Ci sono due soluzioni: la più semplice e funzionale è quella di montare un intero guscio posteriore, smontato dal solito gps guasto conservato per ricambi, che abbia la presa ancora buona; l’altra soluzione è quella di sostituire la presa consumata con una nuova volante. Ai tempi io non avevo un guscio posteriore da sostituire quindi ho dovuto togliere la presa originale e attraverso il buco creato passare un cavo con una presa volante. A questo punto la trasmissione di corrente non è più per contatto e serve una saldatura, la sequenza dei colori è come nella foto. È una soluzione invasiva (oltretutto la presa all’aperto va protetta con un suo cappuccetto) ma mi ha consentito di poter usare lo stesso gps ancora per tanto tempo.

Dato che una presa quanto più è piccola tanto più è delicata e si usura velocemente, perché non è stata messa una più solida presa mini USB come avveniva nei modelli degli anni precedenti? Per dimezzare la consumazione della presa, perché non sono state messe due prese distinte, una per la sola ricarica e un’altra per la sola trasmissione dei dati? Magari entrambe mini USB e non micro USB…
Mi spingo più avanti: stabilito che le vie sono soltanto due, due per il canale della ricarica e due per il canale dei dati, perché non delle normalissime prese jack da 3,5 che è molto più difficile che si guastino? Nei primi anni Duemila ho fatto in tempo a lavorare con un glorioso Alan Map 500, che aveva appunto la porta jack da 3,5 e di certo non l’ho dovuto sostituire per quella.
Comunque, dal momento che la situazione è questa, un modo per limitare l’usura della porta sarebbe di usarla il meno possibile, soltanto per ciò per cui è indispensabile, ossia per la ricarica della batteria. Per il trasferimento dei dati dal gps al computer e dal computer al gps si potrebbe usare il sistema Go Cloud (se è un modello che ne è dotato), ossia il trasferimento di file mediante wi-fi. Ho usato il condizionale perché in realtà è un sistema applicabile soltanto in parte, valido sì per i file di traccia ma non per i waypoint, che rimangono trasferibili, in entrambe le direzioni, soltanto via cavo. I waypoint sono sempre stati un piccolo tallone d’Achille di questo gps, perché li produce soltanto in formato .trk e non anche in formato .gpx, con un aggravio dei tempi di editing a causa della conversione, se per la post-produzione li si volesse già in .gpx.
Tasto di accensione
A me non è mai successo, ma sembrerebbe che il tasto di accensione, ossia il tasto laterale destro, vada incontro a usura fino a non funzionare più. Oltre che per l’accensione e lo spegnimento, che si realizzano con una pressione lunga, questo tasto può avere un’altra funzione a scelta (per esempio un blocco schermo o uno spegnimento schermo), da realizzare con una pressione breve. Premesso che se il gps non si accende le cause possono essere numerose e non è detto che sia colpa dell’interruttore, una precauzione è usare il tasto il meno possibile, soltanto per l’accensione e lo spegnimento. Vale a dire che è consigliabile non assegnare alcuna funzione alla pressione breve e gli eventuali comandi blocco schermo o spegnimento schermo attivarli con altro procedimento.
Non posso spedirlo in assistenza?
Twonav ha un ottimo servizio gratuito di consulenza via mail, con comunicazioni chiare e rapide, vale a dire che la risposta arriva nell’arco di due o tre giorni. Purtroppo per le riparazioni non ha officina in Italia, bisogna spedire il gps in Catalogna e si parla di alcuni mesi e di costi alti, nell’ordine di qualche centinaio di euro.
Impermeabilità
Il gps che continua a funzionare sotto la pioggia battente ha sempre il suo fascino ma è una comodità che prima o poi si paga a caro prezzo, nel senso che potrebbe entrare acqua e non funzionare più, specie se inizia ad avere i suoi anni e ancora di più se l’avete manomesso. Ne ho perso alcuni in questo modo, anche Garmin, quindi in caso di pioggia lo copro con una bustina di plastica trasparente. Continuo a vedere la traccia da seguire e, se mi servisse agire sui comandi, lascio aperta dalla mia parte l’imboccatura della busta, soltanto ripiegata verso il basso. Certo avrò le mani bagnate ma questo non è un problema, l’importante è che non subisca l’intensità della pioggia in modo diretto.
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