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La bici adatta al cambio Rohloff

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di Amos Cardia
– aprile 2023

Questo articolo serve a capire come poter avere una bici col cambio Rohloff, partendo dal presupposto che avete già studiato l’argomento e siete già convinte e convinti delle buoni ragioni per averlo.
Se invece siete a un punto precedente, nel senso che avete bisogno di sapere cosa è il cambio Rohloff e perché converrebbe averlo, allora cercate in internet e troverete tante descrizioni e tante valutazioni. Dopodiché, se volete una bici col cambio Rohloff, riprendete la lettura di questo articolo.Ci sono tre modi principali per avere una bici col cambio Rohloff:

  1. comprarla già pronta
  2. farsela costruire o costruirsela su un telaio predisposto (chiamato nativo)
  3. farsela costuire o costruirsela su un telaio tradizionale

1. Comprarla già pronta

Un vasto elenco di bici col cambio Rohloff già pronte si trova in una rubrica del sito Rohloff stesso: signora Barbara e signor Bernard, i coniugi che nel 1986 hanno fondato l’impresa Rohloff, inizialmente per produrre catene di bici, hanno aperto questa rubrica soltanto come servizio all’utenza, loro non vendono le bici fatte, non a caso l’ho definito un elenco e non un catalogo. In quell’elenco ogni scheda di ciascuna bici ha i riferimenti del produttore ed è lui che poi dovrete sentire. Ci sono produttori che hanno punti vendita anche in Italia, come la Rewel di Bolzano e la statunitense Surly, con numerosi negozi nella Penisola tra i quali State of Bike di Brescia e La stazione delle biciclette di Milano.
Molte volte si tratta di bici da viaggio, votate alla massima affidabilità e versatilità, quindi con telai in acciaio, che spesso costano più di un buon telaio in carbonio. Le perversioni del mercato portano a queste situazioni: i materiali poveri, per il fatto che ormai li vogliono in pochi e non ci sono più grandi linee di produzione, diventano da ricchi e viceversa. Comunque sia, tra i telai in acciaio Surly ha prezzi abbordabili, senza perdere in qualità, del resto è una vera e propria industria e non un laboratorio artigianale e, tra le altre industrie, non si fa pagare il brand così tanto quanto altri. Ne derivano una buona diffusione, una buona distribuzione e buone recensioni come queste:

Il telaio Surly Ogre, nativo per Rohloff ma adatto anche al cambio tradizionale, con la sua caratteristica battuta posteriore universale 12×145

2. Farsela costruire o costruirsela su un telaio nativo

È improbabile che in un negozio della rete Surly troviate una bici completa già montata col Rohloff (specificamente la Surly Ogre, che ha il telaio nativo) dato che la maggior parte delle Surly montano cambio tradizionale e anche le Ogre complete escono di fabbrica quasi sempre col cambio tradizionale. Quindi, almeno in Italia, se volete una Surly Ogre col Rohloff dovete farvela montare apposta oppure montarvela voi acquistando tutti i componenti, sia quelli base del cambio Rohloff sia quelli specifici per il suo montaggio sulla Ogre.

3. Farsela costruire o costruirsela su un telaio tradizionale

Per avere una bici col cambio Rohloff non è indispensabile che il telaio sia nativo per Rohloff. Può essere auspicabile, specialmente per ragioni di praticità, ma neanche sempre, perché l’essere nativo non ne fa automaticamente un telaio di qualità. Quindi tra un telaio nativo scadente – purtroppo ne esistono – e un telaio tradizionale buono è meglio montare il Rohloff in un telaio tradizionale buono, anche se richiederà qualche adattatore in più col relativo peso e ingombro.
Usare un telaio tradizionale vi può dare un bel risparmio, perché potete continuare a usare la vostra stessa bici, limitandovi a comprare il mozzo-cambio Rohloff (che comprende anche la scatola del cambio), il comando al manubrio, il disco posteriore specifico (lo fanno sia Rohloff che Magura), i raggi della misura giusta per ricostruire la ruota posteriore, gli adattatori necessari a simulare un telaio nativo. La parte posteriore della bici cambierà aspetto, sia sul lato sinistro che sul lato destro.

3.1. Il lato sinistro

Sul lato sinistro la necessità fondamentale del cambio Rohloff è di bloccare un suo componente, chiamato coppia, contro il telaio, affinché non giri a vuoto rendendo impossibile il funzionamento del cambio stesso.
Se il telaio è recente, predisposto per i freni a disco, la coppia si può bloccare contro le boccole per il fissaggio della pinza (sia che abbiate l’International Standard che il Post Mount) con un impatto visivo minimo.
Se il telaio è vecchio, non predisposto per freni a disco, dunque senza relative boccole, servirà allora un braccio metallico sotto il fodero basso. Oggi molti ritengono il braccio metallico invasivo ma secondo me non è poi così male, tanto che c’è chi lo usa pur avendo a disposizione le boccole della pinza del freno.
A scanso di equivoci, col Rohloff il sistema di sgancio della ruota è comunque veloce, qualche secondo in più rispetto a un sistema tradizionale.

A sinistra, il braccio metallico su un telaio tradizionale con i v-brake (e portapacchi e cavi dal basso); a destra il braccio metallico su un telaio tradizionale con freni a disco (e cavi dall’alto).

3.2. Il lato destro

Chi vuole montare il cambio Rohloff su un telaio tradizionale sia pronto anche al tendicatena perché, dato che l’asse non può scorrere all’indietro, essendo in un telaio tradizionale i forcellini autocentranti, quello è l’unico sistema per tenere la catena tesa.

A sinistra, un tendicatena su un telaio senza dropout tensionanti, a destra un tendicatena sul telaio Surly Ogre che pure offre dropout tensionanti

Parte del fascino del Rohloff deriva proprio dalla linea pulita sul lato destro, come se la bici non avesse marce, ma io consiglio il tendicatena in ogni caso, anche se avete un telaio nativo con dropout tensionanti, perché col tendicatena vi risparmiate la seccatura del tensionamento periodico della catena mano a mano che si consuma. Oltretutto i tipi di dropout tensionanti sono sono numerosi e non tutti sono pratici e precisi.

A sinistra un buon sistema di dropout tensionanti (se proprio lo volete), simile a quello Salsa altrettanto buono; a destra il sistema di dropout tensionanti Sandwich che vi sconsiglio vivamente

 

FAQ

1. La battuta del mozzo-cambio Rohloff è di 135 mm (a parte la versione XL da 170 mm) ed esiste soltanto come quick release o come perno fisso. Come posso adattare il mio telaio che è per perno passante di 142 mm di battuta e 12 mm di spessore?

La premessa è corretta: il mozzo-cambio Rohloff non può alloggiare perno passante, di nessuna dimensione, evidentemente tutto lo spazio interno è dedicato alla meccanica fino all’ultimo millimetro e non può essere “sprecato” per i volumi maggiori di un perno passante. Ciò nonostante in un telaio per perno passante da 12 x 142 il Rohloff si può montare, perché Rohloff ha fabbricato riduttori che i fori da 12 mm (lisci o filettati che siano) li riducono a 10 mm, pronti per alloggiare il perno cavo da 10 mm del quick release.
Al contempo questi riduttori di diametro del foro accorciano anche la battuta del telaio, portandola dai 142 mm originari a 135 mm.


2. In caso di telaio originario con perno passante e battuta da 142 mm, una volta messi gli adattatori, l’asse interno del quick release, detto anche spiedo, dovrà essere più lungo del normale, dato che dovrà coprire una larghezza esterna del telaio maggiore rispetto a un comune telaio da 135 mm di battuta?

In teoria sì, lo spiedo dovrebbe essere lungo non 17 cm, come succede quasi sempre, ma almeno 18 cm. In realtà anche uno spiedo comune, con i suoi 17 cm, è sufficiente a filettare nel dado del quick release. Io sto viaggiando così, con uno spiedo di lunghezza comune e non ho mai avuto problemi, malgrado non arrivi a sporgere dal dado.
Se proprio volete uno spiedo che filetti per tutta la lunghezza del foro del dado potete comprarne uno molto lungo della Tubus, prodotto per comprendere anche lo spessore dei supporti per il carrello. Si trova in vendita nel già citato negozio La stazione delle biciclette di Milano.


3. Dal momento che esternamente col Rohloff abbiamo una sola corona e un solo pignone, si può usare la cinghia al posto della catena?
Sì, esistono pignone, corona e cinghia per Rohloff ma ovviamente in questo caso serve un telaio nativo per cinghia, con il fodero posteriore destro apribile. Ti consigliamo di valutare bene pro e contro della cinghia e della catena, puoi iniziare a documentarti con questo articolo di Leonardo Corradini e se ti serve un parere puoi scriverci.

Il telaio Soma Wolverine, oltre al fodero apribile si notino i caratteristici dropout a scorrimento orizzontale

4. Al fine di tensionare la catena posso usare un telaio coi forcellini verticali fissi ma col movimento centrale eccentrico?

Sì, fermo restando che anche in questo caso ti consigliamo di lasciare perdere le continue regolazioni di tensione mano a mano che la catena si consuma e di usare un più pratico tendicatena, che si monta sulla boccola destinata al deragliatore posteriore.


5. Trovo il comando a manopola, il grip shift (chiamato anche twister), un po’ duro, esiste anche il comando rapid fire?

Una volta che le guaine sono montate bene, senza strozzature e giri inutili, possibilmente all’esterno del telaio, senza le sofisticazioni estetiche delle guaine nascoste, una volta che si è fatta la lubrificazione del cambio e della scatola del cambio, il comando non è duro, semplicemente richiede un gesto deciso, come è giusto che sia.
Esistono anche i comandi rapid fire, sia con le due leve sinistra e destra (solitamente la sinistra scende di marcia – ossia indurisce – e la destra sale) sia con le due leve sullo stesso lato (solitamente destro) e vengono fabbricati non da Rohloff ma da altre ditte.


6. Mi piace il cambio elettronico, passerei al Rohloff soltanto se esisistesse elettronico…

Esiste anche il Rohloff elettronico, dove la parte elettronica si riferisce al comando e alla scatola del cambio, mentre il mozzo-cambio rimane lo stesso.

Componenti elettronici. A sinistra il comando e al centro la scatola del cambio originali Rohloff; a destra un comando rapid fire (entrambe le leve a destra) con la relativa scatola del cambio di un’altra ditta

 


7. Per adesso ho comprato solo il mozzo-cambio, mi va bene il comando grip shift ma devo per forza comprare l’originale Rohloff o ce ne sono anche altri?

Ce ne sono anche altri prodotti da altre ditte, per esempio completamente in metallo, una sorta di ricercatezza, in pieno spirito prussiano, per chi ha il culto dell’acciaio.

A sinistra una pittoresca creazione artigianale e a destra il più sobrio twister della francese Gilles Berthoud

8. Voglio montare il Rohloff sulla bici da strada o sulla gravel, esiste il comando anche per il manubrio da strada e per il manubrio gravel?

Sì, esistono varie soluzioni anche per questi tipi di manubrio. Una prima ipotesi è quella di tenere le comuni leve accoppiate ai freni (sia Sram che Shimano), modificandone il funzionamento con il sistema inventato e prodotto dalla tedesca Gebla. Inoltre si possono applicare comandi di altro tipo come illustrato nelle foto qui sotto.

In alto il classico comando Rohloff, montato sul terminale della curva o, con un supporto Rodriguez, sul canotto di sterzo (sempre che la pipa non parta subito dal telaio); in basso a sinistra il comando Co-Motion e a destra le leve della tedesca Cinq5

9. Posso montare il Rohloff sulla full? Come si risolve il problema della distanza tra corona e pignone che varia con l’escursione dell’ammortizzatore?

Il problema della distanza variabile tra corona e pignone dipende dal tipo di carro posteriore, ci sono casi in cui la distanza non varia e quindi si può montare anche il sistema a cinghia, che ha lunghezza fissa.
Se invece la distanza variasse basta adottare il sistema a catena con un tendicatena.


10. Posso montare il Rohloff su una bici elettrica?

Certamente sì, sempre più spesso lo si vede associato al sistema di trasmissione a cinghia, anche per bici full elettriche col carro a distanza variabile, montando una cinghia più lunga e un tendicinghia, come nel caso della Nicolai Eboxx E14.


10. Per uno scambio di idee e di esperienze dove posso confrontarmi con altri utenti Rohloff?

Prima di tutto puoi scrivere a noi (info@sardiniabiking.com), puoi sentire i meccanici italiani che abbiamo già citato, inoltre esistono ben tre gruppi fb internazionali: