Intervista a Enzo Cugusi, iscritto al Cammino di Ospitone

di Francesca Loi

Sei giorni di cammino per cento chilometri, passando dalla Barbagia di Seulo a quella di Belvì e a quella di Ollolai. Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Ho percorso quei luoghi in auto, sono stato a piedi una volta nella miniera di Funtana Raminosa a Gadoni, non lontano da Belvì, sarà una sorpresa raggiungere quegli stessi luoghi contando sulle proprie forze, sono sicuro che mi daranno un senso di potenza e di autostima.

enzo1Da quanto tempo cammini? Hai già praticato il trekking in altre occasioni?
Ho sempre camminato, non ho un’auto e in città e fuori mi muovo in bici o con i mezzi pubblici. Le distanze sino a trenta chilometri, con qualsiasi tempo, le raggiungo in bici. In Sardegna ho camminato dal Golgo a Cala Sisine, nella Nurra di Alghero e nelle campagne del Logudoro. Dal Santuario di Sa Itria (tra Gavoi e Mamoiada) a Gavoi, sono stato alle sorgenti del Po a Pian del Re, sul Monviso, alle pendici del Monte Rosa e in tanti altri luoghi.
All’età di 17 anni, un primo dell’anno, ho fatto una transumanza dalle campagne di Macomer a quelle di Villanovatruschedu (Or), con le pecore e un cavallo, passando per le campagne di Borore, Abbasanta (Tanca Regia), abbiamo attraversato la 131 vicino al bivio di Paulilatino e poi giù sino a Villanova. Tutto in un giorno, saranno sessanta chilometri.

Cosa significa per te camminare?
Camminare è sentire la terra sotto i piedi e farne parte.

Partirai da solo o in compagnia?
Partirò da solo, troverò compagnia.

C’è qualcosa che ti lega alla figura di Ospitone e alla Barbagia?
I luoghi di Ospitone sono i miei luoghi, sono nato a Gavoi e in quel paese trovo spesso rifugio più volte all’anno. Conosco molti nordafricani e nordafricane di origine berbera, berber viene dal latino barbar, appellativo che i romani diedero alle popolazioni dell’Atlante che non riuscirono a domare. I berberi come i barbaricini sono un popolo fiero che ancora oggi mal sopporta il governo marocchino o algerino. Una storia comune tra due sponde del Mediterraneo.

enzo4Stai già pensando al tuo equipaggiamento? Cosa non dovrà assolutamente mancare nel tuo zaino?
Porterò con me il meno possibile ma non mancherà un quaderno e una penna.

Se dovessi convincere qualcuno ad intraprendere il Cammino di Ospitone, cosa gli diresti?
Userei un vecchio slogan: contro il logorio della vita moderna, scarponi e zaino verso l’avvenire. Il futuro nostro e dei nostri luoghi dipende da un rapporto istintivo con la natura, senza artifici. Cosa c’è di più bello di un calar del sole dopo una giornata calda con tutti i profumi della macchia mediterranea? E vuoi mettere di primo mattino l’odore del fieno con la rugiada?

 

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